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La censura su internet in Cina

Ottobre 26, 2009
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Windows 7 “uscito” in Cina prima della presentazione

Ottobre 25, 2009

Windows 7A quanto pare i cinesi non hanno aspettato il 22 Ottobre per avere il nuovo sistema operativo di Microsoft. Come segnalato da News.com.au, sulle bancarelle di Shanghai già qualche giorno prima spiccavano in bella vista le copie piratate di Windows 7. A una settimana dal lancio ufficiale i cinesi possono già comprarne un Cd (non autorizzato, un bootleg) per la modica cifra di 3,14 dollari. Uno “sconto” notevole se si calcola che in Europa Seven sarà venduto a 120 euro nella sua versione per il grande pubblico. Anche per la Repubblica popolare – dove pure, si sa, la violazione del copyright imperversa – si tratta insomma di un bel record. Secondo la società di ricerche Idc, era piratato l’80 per cento del software venduto in Cina l’anno scorso. Microsoft ne è consapevole, e per ovviare al problema ha spesso tagliato i prezzi dei suoi prodotti su quel mercato; dello stesso Windows 7 esiste una versione ridotta, low-cost intorno ai 64 dollari. Ma certo contro 3 dollari non c’è competizione.

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Cina in affari con la giunta golpista della Guinea

Ottobre 15, 2009

GuineaLa Cina è pronta ad investire 9 miliardi di dollari in Guinea nei prossimi 5 anni. Infrastrutture, strade, case, linee elettriche, condutture di acqua potabile in cambio di minerali: la Guinea possiede più del 50% di riserve mondiali di bauxite, materia preziosa usata per la produzione di alluminio. Nel suo sottosuolo, secondo le informazioni del Dipartimento di Stato Usa, ci sono giacimenti di diamanti, oro e una quantità indeterminata di uranio. La notizia è stata confermata dal ministro guineiano delle Miniere, Mahmoud Thiam. Il potere in Guinea è nelle mani di una giunta militare guidata da Dadis Camara. Qualche settimana fa, il 28 settembre, ha avuto gli onori della cronaca, anche in occidente, per il massacro allo stadio di Conakry: più di 150 persone, civili disarmati, che manifestavano contro la candidatura alle presidenziali del capo golpista, uccise dalla polizia. La giunta militare è salita al potere il 23 dicembre dello scorso anno, un giorno dopo la morte del presidente Lansana Conte che aveva guidato il paese per due decadi, e ha subito rimesso in discussione i diritti minerari concessi dal governo precedente a Rio Tinto e a Rusal. «Non abbiamo dubbi sui nostri partner cinesi - spiega il ministro Thiam – e siamo convinti che realizzeranno i loro progetti come hanno già fatto in Angola». Anche qui, i cinesi, nuovi colonizzatori economici del continente nero, fanno affari con tutti. Senza badare troppo al rispetto dei diritti umani, ai principi democratici o alla corruzione dei regimi con cui stringono accordi. Lo stesso è avvenuto nello Zimbabwe di Mugabe, isolato dal mondo occidentale per l’embargo. Materie prime in cambio di infrastrutture. E nelle scuole di Harare i bambini studiano il cinese.

via | ilsole24ore.com

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Cina, licenziato giornalista

Agosto 29, 2009

InternetE’ stato licenziato il giornalista autore dello scoop su un giovane picchiato a morte in una ”clinica” per ”drogati” da Internet. Secondo la stampa di Hong Kong, Liu Yuan, 35 anni, vicedirettore del Nanguo Morning Post di Nanning (la capitale della Regione Autonoma del Guangxi) aveva pubblicato negli ultimi mesi una serie di inchieste che hanno messo in imbarazzo le autorita’ locali. E’ stato licenziato su ordine del locale dipartimento per la propaganda provinciale.

via | ansa.it

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NAS sequestrano soia cinese

Agosto 28, 2009

SoiaI Carabinieri del Nas hanno sequestrato 11 tonnellate di semi di soia con parassiti e muffe pericolose in un laboratorio cinese a Roma. I Carabinieri hanno apposto i sigilli al laboratorio di lavorazione, risultato tra l’altro in pessime condizioni strutturali, e denunciato il titolare del magazzino, un cittadino cinese residente a Napoli. Il sequestro e’ avvenuto nell’ambito di un controllo diretto a garantire la sicurezza alimentare nel periodo estivo.

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Dalla Cina bolle di sapone contaminate dai virus

Luglio 31, 2009

Bolle di saponePiù che un gioco un pericolo: acqua inquinata nella soluzione per le bolle di sapone. È quanto hanno scoperto i carabinieri del Nas che hanno sequestrato a un grossista di Martina Franca (Taranto) una partita di 60mila confezioni di bolle di sapone prodotte in Cina. Il contenuto dei flaconcini è risultato essere contaminato da diversi agenti patogeni pericolosi che, se fossero entrati in contatto con la pelle o la mucosa, come spesso avviene quando i bambini soffiano per produrre le bolle, avrebbero potuto provocare lesioni. L’esito delle analisi ha rilevato la contaminazione del liquido con batteri del genere Aeromonas e del microrganismo Pasteurella multocida, coccobacillo altamente contagioso.

via | ilgiornale.it

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Obama e il Blockberry

Luglio 15, 2009

BlockberryEnnesimo colpo cinese ai marchi occidentali. E questa volta con un “testimonial” d’eccezione. È pubblicizzato con una foto inconfondibile: quella del più autorevole utente di palmare, Barack Obama. Ma l’apparecchio non è il Blackberry usato dal presidente Usa, bensì un Blockberry, dove la differenza non sta solo nella sostituzione di una vocale. È un clone prodotto in Cina e per la precisione si chiama Blockberry 9500, un processore a 460 mhz, e un display touchscreen da 3.2 pollici. Nell’aspetto, e anche nel marchio, è molto simile al cellulare canadese. La pubblicità dell’apparecchio (la vedete a fianco), si basa sulla foto del Blockberry cinese in primo piano, accanto alla foto del presidente statunitense e la frase: «Obama ha un Blackberry, io un Blockberry 9500».

via | vitadigitale.corriere.it

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Tienanmen e il silenzio che separa le due Cine

Giugno 8, 2009

TienanmenSono la stessa Cina e, insieme, due pianeti distanti. Pechino e Hong Kong nel ricordo del 3 Giugno erano separati da un abisso profondo vent’anni, il tempo trascorso dalla repressione militare degli studenti che nella primavera del 1989 occuparono la piazza Tienanmen chiedendo riforme, democrazia e lotta alla corruzione.  A Pechino ieri mattina la piazza era militarizzata, controlli di polizia per chi vi volesse mettere piede. E poi: telecamere vietate, più agenti (in divisa e in borghese) che lastre del selciato. A Hong Kong decine di migliaia di persone – 150 mila secondo gli organizzatori – si sono raccolte per una veglia in memoria delle vittime. Preghiere e canti, testimonianze, commozione. Al di là dei contenuti delle analisi, che altri potrebbero contestare con una diversa interpretazione della storia e dei dati, fondamentalmente colpisce un aspetto di questo ventesimo anniversario della repressione. Il perdurare del silenzio ufficiale. Sarà pure una semplificazione, ma c’è qualcosa che non torna: o si trattò di una repressione inevitabile, e col senno di poi giusta, come sostiene la leadership oppure fu una tragedia, frutto di scelte sbagliate del regime. in ogni caso il silenzio suona come un’ammissione di colpa.

via | leviedellasia.corriere.it

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I risultati diversi di Piazza Tienanmen su Google

Giugno 7, 2009

Google search

Quello che vedete qui sopra è il risultato che si ottiene su Google.cn inserendo su Google Immagini la chiave di ricerca “tienanmen massacre”, nel resto del mondo invece si ottengono le drammatiche immagini di quanto avvenuto il 3 giugno 1989 a Piazza Tienanmen, Pechino, Cina.

via | downloadblog.it

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Made in Italy “cinese”: scoperta centrale operativa a Biella

Maggio 20, 2009

BiellaLa centrale operativa dei falsi, stavolta, era a Biella. Seguendo le tracce di un commerciante cinese di via Bramante, nella Chinatown milanese, gli uomini del Gruppo della Guardia di Finanza di Milano hanno ricostruito la filiera di capi di marca contraffatti sequestrando 370 mila foulard, stoffe, sciarpe e soprattutto 40 clichè. Gucci, Burberry’s, Dior, Yves Saint Laurent, Louis Vuitton, Armani, Chanel, Versace. La mente del traffico di merci, del valore di 2 milioni di euro, era un commerciante biellese che riforniva tutto il mercato del Nord, negozi cinesi inclusi. L’operazione è stata denominata primavera perché la merce sequestrata era fresca di arrivi legati alla bella stagione. Roberto Fazio, il tenente colonnello che ha coordinato le indagini in forze a Biella fino all’anno scorso è sorpreso: «Non immaginavo che proprio da lì potesse partire un giro di questo tipo, tanto più che proprio da Biella era partita l’operazione Belt in cui il peso dei cinesi era ben più ampio e diversificato, nonostante i partner campani che pure c’erano».

via | ilsole24ore.com