Sono la stessa Cina e, insieme, due pianeti distanti. Pechino e Hong Kong nel ricordo del 3 Giugno erano separati da un abisso profondo vent’anni, il tempo trascorso dalla repressione militare degli studenti che nella primavera del 1989 occuparono la piazza Tienanmen chiedendo riforme, democrazia e lotta alla corruzione. A Pechino ieri mattina la piazza era militarizzata, controlli di polizia per chi vi volesse mettere piede. E poi: telecamere vietate, più agenti (in divisa e in borghese) che lastre del selciato. A Hong Kong decine di migliaia di persone – 150 mila secondo gli organizzatori – si sono raccolte per una veglia in memoria delle vittime. Preghiere e canti, testimonianze, commozione. Al di là dei contenuti delle analisi, che altri potrebbero contestare con una diversa interpretazione della storia e dei dati, fondamentalmente colpisce un aspetto di questo ventesimo anniversario della repressione. Il perdurare del silenzio ufficiale. Sarà pure una semplificazione, ma c’è qualcosa che non torna: o si trattò di una repressione inevitabile, e col senno di poi giusta, come sostiene la leadership oppure fu una tragedia, frutto di scelte sbagliate del regime. in ogni caso il silenzio suona come un’ammissione di colpa.
Archivio per Giugno 2009

Tienanmen e il silenzio che separa le due Cine
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I risultati diversi di Piazza Tienanmen su Google
Giugno 7, 2009
Quello che vedete qui sopra è il risultato che si ottiene su Google.cn inserendo su Google Immagini la chiave di ricerca “tienanmen massacre”, nel resto del mondo invece si ottengono le drammatiche immagini di quanto avvenuto il 3 giugno 1989 a Piazza Tienanmen, Pechino, Cina.
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