La decisione degli Stati Uniti di vendere a Taiwan armamenti per 6,4 miliardi di dollari ha provocato la immediata reazione della Cina, che ha espresso «indignazione» per la iniziativa della amministrazione Obama. Il vice-ministro degli esteri cinese He Yafei ha detto venerdì sera che la decisione «avrà un grave impatto negativo» nei rapporti tra Pechino e Washington. Pechino ha sottolineato che l’iniziativa americana è destinata a «deteriorare» i rapporti tra i due paesi ed avere «un impatto molto negativo sulla cooperazione» tra Usa e Cina «in campi importanti». La Casa Bianca aveva notificato al Congresso l’intenzione di vendere a Taiwan armamenti per oltre 6 miliardi di dollari, tra cui elicotteri Blackhawk e missili Patriot. Si tratta della prima comunicazione di questo tipo fatta dalla amministrazione Obama. Ma a distanza di poche ore Pechino ha annunciato una prima ritorsione concreta: la sospensione degli incontri militari di alto livello tra Cina e Stati Uniti. La Cina ha invece formalmente protestato nei confronti degli Stati Uniti chiedendo ufficialmente l’annullamento della vendita, annunciando la sospensione degli scambi militari con gli Usa e minacciando sanzioni alle aziende americane coinvolte. I rapporti tra Repubblica popolare e Stati Uniti non stanno attraversando un momento felice e anzi sono da tempo tesi su molti temi, tra cui i diritti umani, il Tibet e la sicurezza sui prodotti commerciali.
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