Archivio per la categoria ‘Contraffazione’

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Windows 7 “uscito” in Cina prima della presentazione

ottobre 25, 2009

Windows 7A quanto pare i cinesi non hanno aspettato il 22 Ottobre per avere il nuovo sistema operativo di Microsoft. Come segnalato da News.com.au, sulle bancarelle di Shanghai già qualche giorno prima spiccavano in bella vista le copie piratate di Windows 7. A una settimana dal lancio ufficiale i cinesi possono già comprarne un Cd (non autorizzato, un bootleg) per la modica cifra di 3,14 dollari. Uno “sconto” notevole se si calcola che in Europa Seven sarà venduto a 120 euro nella sua versione per il grande pubblico. Anche per la Repubblica popolare – dove pure, si sa, la violazione del copyright imperversa – si tratta insomma di un bel record. Secondo la società di ricerche Idc, era piratato l’80 per cento del software venduto in Cina l’anno scorso. Microsoft ne è consapevole, e per ovviare al problema ha spesso tagliato i prezzi dei suoi prodotti su quel mercato; dello stesso Windows 7 esiste una versione ridotta, low-cost intorno ai 64 dollari. Ma certo contro 3 dollari non c’è competizione.

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Obama e il Blockberry

luglio 15, 2009

BlockberryEnnesimo colpo cinese ai marchi occidentali. E questa volta con un “testimonial” d’eccezione. È pubblicizzato con una foto inconfondibile: quella del più autorevole utente di palmare, Barack Obama. Ma l’apparecchio non è il Blackberry usato dal presidente Usa, bensì un Blockberry, dove la differenza non sta solo nella sostituzione di una vocale. È un clone prodotto in Cina e per la precisione si chiama Blockberry 9500, un processore a 460 mhz, e un display touchscreen da 3.2 pollici. Nell’aspetto, e anche nel marchio, è molto simile al cellulare canadese. La pubblicità dell’apparecchio (la vedete a fianco), si basa sulla foto del Blockberry cinese in primo piano, accanto alla foto del presidente statunitense e la frase: «Obama ha un Blackberry, io un Blockberry 9500».

via | vitadigitale.corriere.it

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Made in Italy “cinese”: scoperta centrale operativa a Biella

maggio 20, 2009

BiellaLa centrale operativa dei falsi, stavolta, era a Biella. Seguendo le tracce di un commerciante cinese di via Bramante, nella Chinatown milanese, gli uomini del Gruppo della Guardia di Finanza di Milano hanno ricostruito la filiera di capi di marca contraffatti sequestrando 370 mila foulard, stoffe, sciarpe e soprattutto 40 clichè. Gucci, Burberry’s, Dior, Yves Saint Laurent, Louis Vuitton, Armani, Chanel, Versace. La mente del traffico di merci, del valore di 2 milioni di euro, era un commerciante biellese che riforniva tutto il mercato del Nord, negozi cinesi inclusi. L’operazione è stata denominata primavera perché la merce sequestrata era fresca di arrivi legati alla bella stagione. Roberto Fazio, il tenente colonnello che ha coordinato le indagini in forze a Biella fino all’anno scorso è sorpreso: «Non immaginavo che proprio da lì potesse partire un giro di questo tipo, tanto più che proprio da Biella era partita l’operazione Belt in cui il peso dei cinesi era ben più ampio e diversificato, nonostante i partner campani che pure c’erano».

via | ilsole24ore.com

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Shanghai, il salone delle auto copiate

aprile 27, 2009

ShanghaiE’ questione di cultura, ma per gli abitanti del Paese della Grande Muraglia, copiare non è… peccato, anzi, potrebbe persino essere un modo per dimostrarsi virtuosi quando la copia è così ben riuscita da superare l’originale. D’altro canto il Salone di Shanghai ce l’ha confermato, se ce ne fosse ancora stato bisogno, copiare per i cinesi non è un problema. Ecco allora le auto cloni di altri modelli. Marchi come BYD, Great Wall e Geely, prima sconosciuti, ora producono vetture, spesso piccole e medie, qualitativamente accettabili, a prezzi stracciati, copie, ahimè, di auto occidentale ed asiatiche. Un esempio, la BYD che se n’è uscita con la F8 che a guardarla somiglia tanto, almeno anteriormente alla Mercedes CLK e, posteriormente, alla Ford Focus CC. Così come la Great Wall che scioccò il mondo con il suo clone della Fiat Panda 4×4, ma la stessa Florid, null’altro sembra che la Toyota Yaris e la coupè della Geely somiglia tanto all’Alfa Romeo Brera e alla Nissan Skyline e la Hongxing Auto ha fatto la stessa cosa con la quasi Smart che, nel Paese della Grande Tigre, è elettrica. Insomma, una concorrenza che non brilla certo per lealtà.

via | allaguida.it

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