Archivio per la categoria ‘Cronaca dall'Italia’

h1

L’«hotel» per clandestini cinesi

Marzo 30, 2009

HotelUn albergo sotterraneo clandestino, con prezzi modici, nessuna stella e condizioni igieniche spaventose. Sono stati gli agenti della polizia di Stato a scoprirlo, quando hanno fatto irruzione in un appartamento in via MacMahon a Milano. Domenica era partita una segnalazione, da parte di residenti della zona, di uno strano andirivieni al numero 77 della strada. Nella notte di lunedì è scattata l’operazione di polizia: una volta entrati in un appartamento al primo piano, gli agenti hanno sorpreso 28 cinesi, 12 regolari e 12 clandestini, uomini e donne, più quattro bambini (il più piccolo ha 3 mesi), stipati in stanzette grandi quanto un materasso matrimoniale. Il primo piano era collegato all’ex magazzino interrato da una scala e lì, come sopra, l’ambiente era stato suddiviso con paratie di compensato: 60 i posti letto complessivi, che venivano affittati a 100 euro al mese a coppia, 200 euro a famiglia. Due i bagni e una cucina sudicia, con bombola a gas. Rudimentale il sistema elettrico e inesistente il sistema di areazione: l’aria entrava dalle due botole aperte su via Duprè, di cui una serviva come uscita di sicurezza. Tutto è stato posto sotto sequestro.

via | milano.corriere.it

h1

Prato, Stato ed EU vergognatevi!!

Marzo 22, 2009

PratoHo visto la trasmissione di Santoro e mi sono indignato per quello che lo Stato NON fa per Prato e per l’economia italiana. Nelle scorse settimane Prato si è fermata per una mattina intera con un tricolore dei record ed ottomila pratesi che senza grida, senza cori, fanno quello che non hanno mai fatto prima: scendere in piazza, ritrovare unità e identità, stringersi attorno allo striscione lungo un chilometro cucito e assemblato a regola d’arte. Poco importa se il ministro Renato Brunetta nel pomeriggio, da Arezzo, dirà che «scendere in piazza non serve a nulla». Il messaggio da Prato è partito. A sfilare Fabio Giusti, 56 anni, titolare della tintoria Fantasia, 62 dipendenti, una decina in cassa integrazione. Sulla testa regge il cartello «il made in Italy siamo noi»: «Sono in piazza accanto ai miei dipendenti». Mi chiedo come si possa essere arrivati a questo, eppure sempre a Prato le fabbriche cinesi lavorano 24h su 24h, in nero e senza pagare contributi!! C’è un turnover del 60%: delle aziende cinesi che ci sono ad inizio anno il 60% chiude e riapre con un altro nome per evitare i controlli. Ogni giorno viene trasferito da Prato alla Cina un milione di Euro via Money Transfer e sono tutti soldi in nero e che non restano in Italia, anzi la impoveriscono!! Dove sono allora i controlli?!? Dov’è lo Stato?!? Queste fabbriche dovrebbero chiudere.

via | corriere.it