h1

Guerra digitale: Stati Uniti vs. Cina

Maggio 18, 2009

Guerra DigitaleGli Stati Uniti avrebbero intrapreso una vera e propria guerra tecnologica tutta online, secondo recenti indiscrezioni. Il Congresso ha tenuto una relazione il mese scorso riguardante le attività di spionaggio che provengono dalla Cina. Non è la prima volta che si discute della possibilità che dalla Cina provengano attacchi informatici contro diverse nazioni, e lo stesso governo Obama avrebbe confermato lo stato di perenne allerta negli Stati Uniti. Gli Stati Uniti, però, sarebbero in ritardo tecnologico contro questi attacchi, e si troverebbero spesso impreparati contro quella che si può definire una “corsa agli armamenti” digitale. Secondo Kevin G. Coleman il maggior rischio è la possibilità di manomissioni dell’hardware: gran parte dell’hardware introdotto nei sistemi di sicurezza americani proviene proprio dalla Cina, e gli esperti sono preoccupati che un giorno le aziende produttrici possano inserire delle backdoor per accedere direttamente in questi sistemi. Coleman ha sottolineato l’importanza di investire continuamente nella sicurezza informatica: la continua crescita economica della Cina e la sofisticazione tecnologica possono portarla ad un predominio elettronico entro i prossimi 10-40 anni. Rimane comunque il timore di una vera e propria guerra digitale che investirà, nel prossimo futuro, ingenti risorse per salvaguardare tutte le informazioni (private e pubbliche) che vengono salvate sui computer.

via | downloadblog.it

h1

Shanghai, il salone delle auto copiate

Aprile 27, 2009

ShanghaiE’ questione di cultura, ma per gli abitanti del Paese della Grande Muraglia, copiare non è… peccato, anzi, potrebbe persino essere un modo per dimostrarsi virtuosi quando la copia è così ben riuscita da superare l’originale. D’altro canto il Salone di Shanghai ce l’ha confermato, se ce ne fosse ancora stato bisogno, copiare per i cinesi non è un problema. Ecco allora le auto cloni di altri modelli. Marchi come BYD, Great Wall e Geely, prima sconosciuti, ora producono vetture, spesso piccole e medie, qualitativamente accettabili, a prezzi stracciati, copie, ahimè, di auto occidentale ed asiatiche. Un esempio, la BYD che se n’è uscita con la F8 che a guardarla somiglia tanto, almeno anteriormente alla Mercedes CLK e, posteriormente, alla Ford Focus CC. Così come la Great Wall che scioccò il mondo con il suo clone della Fiat Panda 4×4, ma la stessa Florid, null’altro sembra che la Toyota Yaris e la coupè della Geely somiglia tanto all’Alfa Romeo Brera e alla Nissan Skyline e la Hongxing Auto ha fatto la stessa cosa con la quasi Smart che, nel Paese della Grande Tigre, è elettrica. Insomma, una concorrenza che non brilla certo per lealtà.

via | allaguida.it

h1

Come la Cina vede il mondo

Aprile 4, 2009
h1

La dignità perduta del Sud Africa

Aprile 2, 2009

Sud AfricaSettimana scorsa è apparso un bel articolo di Venturini sul Corriere della Sera che consiglio a tutti di leggere e che linko qui sotto. Lo spunto è la decisione del governo sudafricano di negare il visto d’ingresso al Dalai Lama, decisione inaccettabile, dice il giornalista, per almeno due motivi. Il primo riguarda la storia del Sudafrica. Una storia marchiata a fuoco dalla tragedia dell’apartheid, dalla discriminazione fatta sistema come in nessuna altra parte del mondo. Il Sudafrica moderno e multirazziale, quello di oggi, nasce dalla riconciliazione nazionale ma anche da un ripudio collettivo di quell’esperienza, si specchia in Nelson Mandela ex perseguitato e poi presidente, trova la sua identità nell’appartenenza a quella comunità di valori (l’Occidente) che sanzionò l’apartheid fino ad abbatterlo. Chi ha una storia del genere dovrebbe sentirsi obbligato a restarle fedele. Il secondo motivo che pesa sulla decisione sudafricana si chiama minacce cinesi, quelle alle quali Pretoria ha ceduto. Da qualche anno ormai la Cina conduce una strisciante ri-colonizzazione dell’Africa. Il Sudafrica non dovrebbe ragionare esclusivamente con il pallottoliere dei commerci e dimenticare i valori assai diversi che la Cina porta nel continente: dal Congo dei massacri fino al caso tragico del Darfur, i cinesi si disinteressano totalmente del rispetto dei diritti umani e puntano al sodo. Cioè a sfruttare le fonti di energia e a sostenere i governi compiacenti.

via | corriere.it

h1

I nuovi camion della morte Made in Cina

Marzo 31, 2009

BusAnni fa c’era la polemica che Iveco forniva alla Cina i bus per le esecuzioni a morte. I tempi sono cambiati ed ora la Cina se li costruisce da sola. Il bus infatti viene costruito a Chongqing dalla Jinguan Auto. Oltre ad avere il record mondiale delle condanne a morte (1.718, pari al 72% nel 2008, ma Amnesty International segnala che i numeri potrebbero essere più alti), la Cina ha inventato anche le esecuzioni mobili. Per risparmiare tempo e denaro, e soprattutto recuperare i preziosi organi dei condannati, che vengono subito espiantati per poi essere rivenduti per i trapianti. E per poter fare questo, i cadaveri dei condannati devono essere portati subito in sala operatoria. Quindi, cosa c’è di meglio di fare loro l’iniezione letale direttamente sul pullman che li porta in ospedale? La notizia dell’esistenza di questi veicoli non è nuova, ne ha parlato alcuni anni fa la stessa stampa cinese. La Jinguan ha finora venduto una decina di questi minibus lunghi 7 metri e da 17 posti. L’altro «vantaggio» del pullmino è che può raggiungere anche le località cinesi più remote dove c’è da giustiziare qualcuno, senza doverlo portare nella prigione provinciale con costi e tempi aggiuntivi.

via | corriere.it

h1

L’«hotel» per clandestini cinesi

Marzo 30, 2009

HotelUn albergo sotterraneo clandestino, con prezzi modici, nessuna stella e condizioni igieniche spaventose. Sono stati gli agenti della polizia di Stato a scoprirlo, quando hanno fatto irruzione in un appartamento in via MacMahon a Milano. Domenica era partita una segnalazione, da parte di residenti della zona, di uno strano andirivieni al numero 77 della strada. Nella notte di lunedì è scattata l’operazione di polizia: una volta entrati in un appartamento al primo piano, gli agenti hanno sorpreso 28 cinesi, 12 regolari e 12 clandestini, uomini e donne, più quattro bambini (il più piccolo ha 3 mesi), stipati in stanzette grandi quanto un materasso matrimoniale. Il primo piano era collegato all’ex magazzino interrato da una scala e lì, come sopra, l’ambiente era stato suddiviso con paratie di compensato: 60 i posti letto complessivi, che venivano affittati a 100 euro al mese a coppia, 200 euro a famiglia. Due i bagni e una cucina sudicia, con bombola a gas. Rudimentale il sistema elettrico e inesistente il sistema di areazione: l’aria entrava dalle due botole aperte su via Duprè, di cui una serviva come uscita di sicurezza. Tutto è stato posto sotto sequestro.

via | milano.corriere.it

h1

La Cina blocca nuovamente YouTube

Marzo 29, 2009

YouTubeAncora una volta la Cina fa parlare negativamente di sè relativamente alla libertà sul Web: da ieri, infatti, il governo cinese ha nuovamente bloccato YouTube. Google ha notato una diminuzione del traffico proveniente dalla Cina già dal mezzogiorno di lunedì e, mercoledì, gli utenti all’interno del territorio cinese si sono trovati di fronte un generico messaggio di errore del tipo “Network Timeout. The server at youtube.com is taking too long to respond.” Scott Rubin, portavoce di Google, ha dichiarato che non sono noti i motivi del blocco e che si sta lavorando per risolvere i problemi di accesso. Tuttavia non è la prima volta che la Cina blocca YouTube, come già successo nel marzo 2008, durante i disordini in Tibet e appena prima le Olimpiadi di Pechino.

via | downloadblog.it

h1

Acciaio e crisi in Cina

Marzo 23, 2009

AcciaioMeno acciaio cinese nel mondo. La Cina, principale produttore mondiale, quest’anno potrebbe esportare l’80% in meno di acciaio a causa della recessione mondiale. La stima viene dall’Associazione cinese dei produttori di ferro e acciaio. «La situazione delle esportazioni è molto preoccupante», dice Shan Shanghua, segretario generale dell’associazione. Le stime sono state riviste al ribasso in seguito al drastico calo del 52% delle spedizioni via nave nei primi due mesi del 2009. I produttori di acciaio cinese devono scontare anche una diminuzione della domanda interna del 14%, con un conseguente drastico calo dei prezzi. Le acciaierie cinesi, ha spiegato Shan, stanno ora studiando delle misure per razionalizzare e ridurre la produzione visto che le scorte di magazzino sono aumentate del 38% alla fine di febbraio. Intanto, sempre sul fronte congiunturale, La Banca Mondiale ha di nuovo tagliato le previsioni di crescita economica per la Cina per l’esercizio in corso, portandole al 6,5% dal precedente 7,5 per cento. «Mentre la crisi mondiale si intensifica le esportazioni cinesi sono severamente calate, mettendo sotto pressione gli investimenti delle imprese e l’impiego del settore industriale».

via | ilsole24ore.com

h1

Prato, Stato ed EU vergognatevi!!

Marzo 22, 2009

PratoHo visto la trasmissione di Santoro e mi sono indignato per quello che lo Stato NON fa per Prato e per l’economia italiana. Nelle scorse settimane Prato si è fermata per una mattina intera con un tricolore dei record ed ottomila pratesi che senza grida, senza cori, fanno quello che non hanno mai fatto prima: scendere in piazza, ritrovare unità e identità, stringersi attorno allo striscione lungo un chilometro cucito e assemblato a regola d’arte. Poco importa se il ministro Renato Brunetta nel pomeriggio, da Arezzo, dirà che «scendere in piazza non serve a nulla». Il messaggio da Prato è partito. A sfilare Fabio Giusti, 56 anni, titolare della tintoria Fantasia, 62 dipendenti, una decina in cassa integrazione. Sulla testa regge il cartello «il made in Italy siamo noi»: «Sono in piazza accanto ai miei dipendenti». Mi chiedo come si possa essere arrivati a questo, eppure sempre a Prato le fabbriche cinesi lavorano 24h su 24h, in nero e senza pagare contributi!! C’è un turnover del 60%: delle aziende cinesi che ci sono ad inizio anno il 60% chiude e riapre con un altro nome per evitare i controlli. Ogni giorno viene trasferito da Prato alla Cina un milione di Euro via Money Transfer e sono tutti soldi in nero e che non restano in Italia, anzi la impoveriscono!! Dove sono allora i controlli?!? Dov’è lo Stato?!? Queste fabbriche dovrebbero chiudere.

via | corriere.it

h1

Dalai Lama: la Cina ha portato l’inferno in Tibet

Marzo 15, 2009

Dalai LamaIl Dalai Lama ha accusato la Cina di aver portato «l’inferno sulla terra» nel suo tormentato Tibet e ha accusato Pechino, nel giorno in cui si compie il 50esimo anniversario della prima rivolta contro il regime, di aver causato la morte di «centinaia di migliaia» di suoi compatrioti. In un atteso messaggio diffuso attraverso la sua pagina web, il leader spirituale tibetano ha ripercorso la storia recente del Tibet e ripetuto la sua richiesta di «un’autonomia legittima e significativa per il Tibet» (e non dunque l’indipendenza della Cina). Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama, ricorda che dopo l’occupazione il governo cinese ha portato a termine «una serie di campagne violente e repressive», che hanno imposto anche la legge marziale e più recentemente programmi di «rieducazione» che hanno causato una «profonda sofferenza» nella popolazione tibetana, che vive «nella paura costante». Il Dalai Lama si è detto certo che la causa del Tibet alla fine vincerà. Leggi il seguito di questo post »